Arte e cultura

Ville e monumenti di Castegnero

Villa Maffei Costalunga
villa Costalunga L’edificio quattrocentesco ha subito nei secoli varie trasformazioni, in particolare nel ‘600 quando è stato aggiunto un portico a pilastri bugnati con un arco centrale sorretto da due colonne d’ordine corinzio. Nel 1652 è stata costruita la cappella gentilizia dedicata all’Assunzione di Maria, in cui si conserva una statua della Madonna Assunta attribuita ad Angelo Marinali. Sul lato orientale del cortile, sorge un edificio seicentesco costruito per accogliere il mulino, che sfruttava l’acqua del vicino torrente ed ora adibito a cantina per la produzione e la conservazione del vino dell’azienda agricola Costalunga, gli attuali proprietari di villa Maffei.
indirizzo: Via Fontana Fozze, 45


Antica parrocchiale di Nanto
chiesetta di Nanto Sopra il colle sorge la chiesa di S. Maria, che fu la parrocchiale di Nanto, sebbene all’interno del comune di Castegnero, fino alla fine del XIX secolo, quando fu costruita la nuova parrocchiale più vicino all’abitato.
L’edificio, d’origine molto antica e attestato per la prima volta nel 1297, quando la chiesa era di proprietà dei Canonici del Duomo di Vicenza, è costruito su pianta rettangolare con abside ad est. La facciata a capanna si apre in un portale i cui pilastri in pietra di Nanto presentano una decorazione attribuibile alla fine del XV secolo, inizio del XVI. Molto interessante è il portale del lato a sud, le cui paraste laterali, sempre in pietra di Nanto, presentano una decorazione di notevole interesse artistico. L’opera scultorea, datata 1492, comprende un’iscrizione che c’informa che il committente è Giovanni Pietro dei Luciferi di Parma, arciprete a Nanto dal 1470 al 1509. All’interno è ancora possibile ammirare un affresco dei 1479 in cui è rappresentato S. Simonino da Trento, iconografia rarissima nel Vicentino.
Molto interessanti sono anche i lacerti d’affresco del presbiterio per cui sono state avanzate molte ipotesi, una delle quali accosta l’autore degli affreschi di Nanto a Michelino da Besozzo.
indirizzo: Via Chiesa Vecchia


Chiesa parrocchiale di San Giorgio
La chiesa, attestata già nel XIII secolo, fu ricostruita nel ‘400 e restaurata nel XIX secolo. In essa sono conservati otto tele che un tempo si trovavano nell’oratorio del Rosario in S. Corona. Due di queste, l’Annunciazione e l’Incoronazione della Madonna, sono attribuite al Carpioni, mentre la paternità delle altre resta dubbia.
Interessante è anche la pala dell’altar maggiore dipinta da Cristoforo Menarola nel 1729, come si attesta nell’iscrizione in calce. La chiesa conserva anche un prezioso basamento di età romana, un tempo murato sulla parete della chiesa, nella quale si legge la seguente iscrizione: FORTUNAI SATRIA Q(uinti) F(ilia) PROCULA V(otum) S(olvit) L(ibens) M(erito). Su questa testimonianza gli storici si sono basati per affermare che anticamente qui sorgeva un tempio dedicato alla dea Fortuna alla quale Satria figlia di Quinto, per assolvere ad un voto, donò probabilmente una statua, di cui questo è il basamento. Le fonti storiche c’informano inoltre che anticamente sorgeva in questo luogo il castello di Castegnero di cui forse restano alcune tracce nel campanile. Molto interessante, infatti, è l’iscrizione in una lapide murata alla base del campanile, in cui sono riportate due date con una diversa grafia: nella prima si legge la data 1139, mentre nella seconda la data 1154.
indirizzo: Villa Villavecchia, 1


Covolo murato di Castegnero
covolo murato L’imboccatura della grotta è chiusa da un muro che consente l’ingresso alla cavità. Nella parte interna il piano di calpestio è stato livellato e vi sono stati ricavati alcuni gradini scolpiti nella roccia.


Villa Bonomo Carretta
villa Carretta Costruita verso il 1760 su progetto di Enea Arnaldi, la villa appare come una manifestazione del neoclassicismo vicentino che s’ispira ai modelli palladiani. L’architettura è purtroppo appesantita da restauri e ampliamenti eseguiti nella seconda metà del secolo scorso.
indirizzo: Via Veneto


Villa Clementi
villa Clementi Il complesso architettonico è costituito da alcuni edifici in parte edificati nel XVII secolo. Il corpo centrale fu comunque restaurato ed abbellito all’inizio dei ‘700 e divenne la casa padronale di campagna della famiglia Clementi, che da qui poteva amministrare le estese proprietà agricole.
indirizzo: Via Roma


Villa Sermondi con oratorio
villa Sermondi Il corpo padronale della villa è diviso in due parti, più chiusa una mentre l’altra si apre in un’elegante loggia a cinque intercolumni. Il complesso comprende anche una cappella dedicata alla S. Trinità, costruita nel 1738. Visitabile solo all’esterno.


Villa Maule
villa Maule Presenta una storia abbastanza complessa e non sempre chiaramente ricostruibile l’insieme costituito da Villa Maule e dalla attigua filanda che, dato il luogo in cui sorgono, al centro del paese, attigue alla chiesa parrocchiale, potrebbero innalzarsi sulle rovine dell’antico castello feudale di cui possediamo solo qualche vago accenno senza alcuna precisa indicazione; questo sembrerebbe, per l’appunto, il luogo più probabile dove in passato esso avrebbe potuto innalzarsi.
Vari interventi nel succedersi dei secoli hanno totalmente modificato la parte residenziale, adattandola di volta in volta alle esigenze dei tempi e trasformandola alla stato attuale in una elegante e confortevole dimora. Di quello che potrebbe essere stato il passato fastoso rimane solo qualche vago indizio, non sufficiente , però, a fornirci un’idea di come avrebbe potuto apparire l’insieme nei secoli remoti (vedi il libro su Castegnero: Dalle origine ai nostri giorni). Una certa eleganza e vivacità di gusto compositivo è dimostrata tuttora dal lungo complesso della filanda che delimita sul lato occidentale il giardino antistante la villa. Qui, dopo un breve settore in cui risalta un arco a sesto molto ribassato, si prolunga una parete scandita da due ordini di bifore e finistre dal profilo movimentato ed elegante, spezzata verso la metà della sua estensione da una piccola torretta che vorrebbe costituire l’asse di simmetria d tutta la parete.
Distrutta in parte da un incendio del 1957, il suo aspetto è stato ben presto ripristinato, ma l’origine di questo settore nel suo stato attuale non sembrerebbe poter risalire oltre i primi anni di questo secolo: esso si presenta però un chiaro esempio di come anche nell’architettura a carattere industriale si possano raggiungere delle strutture che, pur essendo veramente funzionali, se concepite con un po’ di brio e di buon gusto possono risultare anche aggraziate e valide pure sotto il profilo estetico.


Cà Decima
C� Decima Viene da qualcuno considerata una dipendenza di villa Bonomo quella elegante costruzione che il Cevese reputa invece una villa a sè, una proprietà della famiglia Mosca. Diversamente la popolazione del luogo la ricorda con il nome di ” Cà Decima” e afferma che tale denominazione le deriva dal fatto che là si recavano i fittavoli e i contadini a pagare le loro decime agli amministratori dei signori Bonomo. Comunque sia, l’edificio risulta una snella costruzione, semplice nella sua struttura, raffinato nella sua esecuzione. Una serie di sette belle arcate costituisce il prospetto meridionale: i pilastrini poligonali che reggono gli archi poggiano tutti su un piccolo muricciolo che racchiude in basso un po’ di balaustra lo spazio interno, mentre solo nell’intercolumnio di centro rimane aperto per consentire l’accesso all’ampio porticato. Sullo stesso s’affacciano, suddivise in due piani, le stanze d’abitazione che occupano tutto il settore settentrionale della villa, protette da una breve falda di copertura. L’armonica suddivisione degli spazi e la raffinatezza dei motivi scultorei, capitelli e cornici, presuppongono l’intervento di artigiani competenti e preparati che hanno qui saputo realizzare uno dei più significativi esempi di villa di campagna di fine Quattrocento. Questa non costituisce però un episodio isolato, in quanto tutto l’ambiente vicentino si presentava a quella epoca fervido e fecondo.
Al giorno d’oggi la villa è stata ristrutturata ed è proprietà della ditta Stefanplast S.r.l.


Cà Rossa
C� Rossa In questa costruzione si possono riscontrare successivi interventi eseguiti in momenti diversi. Il settore rustici che segue l’andamento della strada presenta nella sua parte superiore una cornice a dente di sega che sembrerebbe far risalire l’insieme ad epoche piuttosto remote, ma nello stesso tempo si nota chiaramente che i tratti che compongono il complesso sono stati eseguiti in epoche successive e con materiali diversi. Lo stesso settore rustico nel versante a mezzogiorno si apre in una serie di arcate eleganti e rielaborate, molte delle quali nella parte più orientale sono state chiuse posteriormente per ricavare delle abitazioni per i contadini. La parte padronale lascia aperti molti interrogativi circa la sua originaria epoca di costruzione e le varie fasi successive che l’hanno parzialmente modificata. Originariamente sorgeva a pianta quadra, con un grande salone centrale che riceveva luce da entrambe le facciate, proprio secondo lo schema tipico delle ville palladiane e di tutta la successiva tradizione veneta. La disposizione della facciata risulta abbastanza simmetrica, con l’asse costituito dalla porta d’ingresso, dai sovrastanti balconcini e dal piccolo frontoncino triangolare. I due comignoli ai sui lati sottolineano l’accento di simmetria che la successiva costruzione della torretta di sinistra sembrava essere una parte coinvolta. Per questo è stato aggiunto sulla destra un settore di parete terminante con un ulteriore frontoncino triangolare, avente la sola funzione di equilibrare l’aggiunta e la sopraelevazione della torretta di sinistra.
Il complesso si presenta oggi in grave stato di trascuratezza, ma qualora potesse tornare ripristinato nel suo aspetto migliore, risulterebbe indubbiamente uno degli edifici più significativi e ricchi di storia del nostro comune.


La Croce sul monte Castellaro
A 224 metri sul monte Castellaro è ubicata la croce omonima. Nei dintorni del colle sono stati trovate testimonianze di fortificazioni di ere remote. Per arrivare alla Croce ci si arriva o dal sentiero n.1 o dalla strada del Castellaro.

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